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Radiografie, i dentisti vi ricorrono con eccessiva frequenza?

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Hai evitato per diversi anni gli studi dentistici, ed è giunto il momento di effettuare una visita di controllo? Con grande probabilità ti verrà proposta una “panoramica”. Pensi di necessitare di un impianto dentale? Allora verrai sottoposto ad una Tac orientativa e, una volta portato a termine l’intervento, ad una seconda Tac volta a confermare il buon esito dell’operazione. Già da questi esempi emerge come il ricorso alla radiografia digitale sia ormai diffusissimo in ambito dentistico.

Le ultime indicazioni emerse dalla Società italiana di parodontologia e implantologia suggeriscono, per una bocca sana, un numero di radiografie pari ad una mini-Rx ogni 1-2 anni per i bambini, e una ogni 2-3 anni per gli adulti. Per chi presenta problemi dentali il numero è inevitabilmente destinato a crescere, ma il dentista dovrà comunque farne un uso attento, valutando l’assoluta necessità.

 

 

Analogie e differenze tra radiografia tradizionale e digitale

Come accade per la radiografia tradizionale, quella digitale emette Raggi-X. La differenza è data dall’impiego di sensori digitali, attraverso i quali si viene a configurare l’immagine digitale. Esistono due tipologie chiamate, rispettivamente, “intra-orali” ed “extra-orali”. Le prime richiedono l’utilizzo di un sensore, posto all’interno della bocca, essenziale per individuare la presenza, tra l’altro, di carie, cisti ed ascessi. Le seconde, dal canto loro, consentono di ottenere un’immagine “complessiva” di quanto accade nel cavo orale. Vengono impiegate anche per verificare le possibili installazioni di un apparecchio ortodontico o di un impianto.

 

 

L’esposizione alle radiazioni

Una radiografia intra-orale, ripetuta 4 volte, espone l’organismo a 0,005 millisievert. Trattandosi di una quantità minima i rischi per la salute sono davvero limitati. Tuttavia, la situazione non deve essere sottovalutata da parte di chi è costretto ad esporsi più volte ad una radiografia. Quanto appena scritto è valido soprattutto quando i pazienti sono dei bambini; trovandosi in una fase di sviluppo, infatti, le loro cellule tendono a moltiplicarsi con grande rapidità.

Anche le donne in stato interessante dovrebbero limitare l’esposizione ai raggi X. Se questo non è possibile il dentista dovrà adottare delle misure particolari, offrendo dei grembiuli piombati per proteggere gola e pancia. Il collare proteggi-tiroide andrebbe esteso anche ai bambini.

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